Gli incroci tra viale Europa e San Gervasio e via Feltre e San Gervasio sono punti neri del traffico della città di Belluno.
Il Comune di Belluno ha approvato un progetto esecutivo da oltre 130.000 euro (finanziato con fondi FOSMIT) per la riorganizzazione dell’incrocio tra Viale Europa e via San Gervasio, che include l’installazione di un semaforo “intelligente”.
Peccato che questa soluzione non sia quella prevista dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) adottato dal Comune stesso. Il PUMS infatti (pag 108) prevede la chiusura di via San Gervasio poiché “la chiusura ai mezzi motorizzati del passaggio a livello su via San Gervasio permette una riqualificazione dellʼintersezione tra questa e la SS 50, oggi tra i punti neri della rete viaria di Belluno.” (pag 67).
Secondo il PUMS via San Gervasio dovrebbe diventare esclusivamente ciclo-pedonale, interdetta ai veicoli a motore. La chiusura di via San Gervasio ai veicoli a motore è l’unico modo per evitare code e congestioni sia in via Feltre che in viale Europa, infatti in via San Gervasio c’è un passaggio a livello che si chiude ad ogni passaggio di treno bloccando la strada, il che avviene, con gli orari ferroviari attuali, 32 volte al giorno.
Ecco perchè gli ingegneri del PUMS hanno proposto non un semaforo intelligente, che non risolverà il problema e potrebbe aggravarlo, ma la chiusura di via San Gervasio al traffico veicolare.
FIAB Belluno chiede come mai l’amministrazione prima spende, giustamente, per dotare la città di Belluno di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ma poi non tiene minimamente conto del qualificato parere dei tecnici che lei stessa ha incaricato – e pagato – al fine di trovare soluzioni, queste sì intelligenti, per ridurre la congestione del traffico.